Da Nero su Bianco

ELETTROSMOG: RADIO VATICANA: ECCO I DUE DOCUMENTI CHE NESSUNO HA VOLUTO PUBBLICARE

E' ormai noto: il processo a Radio Vaticana non si farà. Mancano i presupposti giuridici, in quanto l'impianto di Santa Maria di Galeria è considerato extraterritoriale, ossia facente parte di un altro Stato. Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord in un comunicata stampa del 2 marzo scorso, ha fatto sapere di aver inviato alla stampa i "Documenti che inchiodano alle proprie responsabilità lo Stato Vaticano e lo Stato Italiano sui danni prodotti dalle emissioni elettromagnetiche degli impianti di Radio Vaticana".
A tutt'oggi, però, nessuna testata giornalistica, anche quelle che hanno seguito più da vicino la vicenda, si è "degnata" di riportare tali testimonianze.
"Le confermiano - si legge in una nota inviataci dal Coordinamento il 23 marzo - che il nostro comunicato non è stato pubblicato in tutto o in parte da nessuna testata giornalistica..., nonostante contenesse due clamorosi documenti relativi alla problematica di Radio Vaticana... L'unica che ha dato notizia della lettera del Collegio Germanico è stata Striscia la Notizia".
Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Tempo, Il Messaggero, Il Manifesto, La Nazione, Il Mattino, i Tg della Rai, l'Ansa, l'Adn-Kronos, L'Agi, l'Associated Press-Biscom, dunque, non hanno dato nessuna importanza ai "due clamorosi documenti". E così un periodico locale come il nostro, si è trovato a dover riportare addirittura in "esclusiva" delle informazioni legate a una vicenda, che fino a poco tempo fa, godeva della massima attenzione da parte dei media. Ora saranno i nostri lettori a stabilire se quanto riportiamo qui di seguito, aggiunga elementi utili a far comprendere una vicenda che, a nostro avviso, non può essere risolta semplicemente appellandosi a dei patti diplomatici lontani nel tempo.
  I due documenti
Il primo, è una raccomandata del 26 ottobre 1987, inviata dal "Pontificium Collegium Germanicum et Hungaricum" ad una famiglia affittuaria di un podere all'interno dell'impianto di S. Maria di Galeria. Ha per oggetto la rescissione di un contratto di mezzadria "sito in territorio extraterritoriale nella Radio Vaticana, con la fine dell'anno agrario 1987/88". Tra i fattori di rescissione, si fa riferimento al "Dirompente sviluppo e ... dinamica estensione dell'attività della stazione della Radio Vaticana" e si sottolinea come "In breve tempo sarà notevolmente, aumentata anche l'intensità della Stazione Trasmittente, installata nella vicinanza del Vostro casale". Tale sviluppo "porta con sè, costruzioni di nuove strade - si legge ancora nella nota - posa in opera di nuovi cavi sotterranei e condutture elettriche in aria che traversano ed intersecano il terreno, ostacolando, il nostro lavoro di agricoltori, e rendono l'attività svolta anche pericolosa, per le radiazioni emesse. Quest'ultimo campo è ancora poco conosciuto, anche agli addetti e periti. Una legislazione in merito è del tutto mancante. I specialisti raccomandano prudenza, vietano l'accesso a chi porta apparecchi speciali per il cuore. Tutto questo aumenta le responsabilità degli operatori e fa comprendere meglio la tendenza a limitare l'attività agricola e di sgomberare il terreno da abitazioni...".
Il secondo documento, è un'informativa della Scuola di Fanteria (S.M.-Ufficio Logistico) di Cesano di Roma in data 6 novembre 1996. Ha per oggetto l'inquinamento elettromagnetico ambientale e raccomanda agli utenti degli alloggi demaniali palazzina n. 48 e n. 49, che "Per questioni di sicurezza..., a partire dal 6 novembre 1996, è vietato a chiunque permanere sul terrazzo condominiale... per più di 60 minuti".
  Comitato Bambini senza Onde
Infine, riportiamo un comunicato stampa inviatoci dal Comitato Bambini senza Onde: "Il messaggio sul problema di Radio Vaticana, pronunciato oggi da Raf in occasione delle celebrazioni della giornata della gioventù a piazza San Pietro, ha sollevato il velo su una incongruenza fra quanto la Chiesa predica ed il comportamento avuto nella vicenda dell'inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana. Ha dato voce a quanti, cattolici e non, sono rimasti profondamente indignati e delusi dalla ingiustizia della sentenza del processo del 19 febbraio, che ha sollevato il Vaticano dalle responsabilità di un reato commesso ai danni di tante persone innocenti, soprattutto bambini".

Roberto De Rocca